Buddha | Anapanasati | Meditazione Respiro | Commentari | Sutta | Desiderio | Tensione | Jhana | Concentrazione | Vipassana | Respiro | Sati | Consapevolezza
Ora, avete per caso letto qualcosa sul seguire il respiro al naso, sulla punta del naso, dentro o in prossimità delle narici, vicino al labbro superiore, oppure sull'addome? No, e non perché è stata una mia dimenticanza, ma perché non c'è nulla del genere nelle istruzioni originali e autentiche degli insegnamenti del Buddha Gautama. Esse dicono di essere consapevoli se un respiro è lungo o breve; quando è grossolano o sottile; quando è veloce o lento. Questo è il significato, non interpretato dagli studiosi (non tutti meditanti, ma teorici) dei commentari succedutisi nei secoli successivi (il più famoso è il Visuddhimagga). Una interpretazione non è sempre una rivelazione, ma spesso una manipolazione o rivisitazione.
Ma torniamo alle istruzioni contenute nei Sutta. La parte successiva delle istruzioni indica esattamente come addestrare la mente. Queste istruzioni non indicano mai il punto in cui seguire il respiro e non dicono di focalizzare la propria attenzione solo sul respiro. Ma non dovete credermi sulla parola perché ve lo dimostrerò a breve.
La parte successiva delle istruzioni dicono: “Egli sperimenta l'intero corpo durante l’inspirazione e l’espirazione”. La maggior parte delle traduzioni sono inesatte e conseguentemente anche le deduzioni. La parola corpo qui sta a significare proprio il corpo fisico e non il corpo del respiro, ossia il suo inizio, sviluppo e fine. No! Indica proprio il nostro corpo in carne e ossa.
Poi le istruzioni vanno oltre e dicono: “Durante l’inspirazione e poi durante l'espirazione si tranquillizzano le formazioni corporee”. Ora, che cosa vuol dire questo passaggio? Vuol dire semplicemente rilassare il proprio corpo durante l’inspirazione e rilassarsi durante l’espirazione. Questo è proprio il passaggio che i commentari tralasciano e ora vi spiegherò perché, invece, è così importante.
Le istruzioni della meditazione sono: essere consapevoli ogniqualvolta la mente si distrae (si allontana) dal respiro. Può essere un pensiero, una sensazione, un suono, qualsiasi cosa distragga e attragga la vostra mente. Ogni volta che l’attenzione mentale si allontana, sorge una tensione e una contrazione nella vostra testa, corpo e mente. Quella tensione e contrazione è il desiderio, è la brama. Ecco perché è importante non combattere le proprie distrazioni, volendo farle sparire. Esse rappresentano le nostre brame e i nostri attaccamenti. Rappresentano il polo verso cui la nostra mente "vuole e desidera" dirigersi. Questo è il modo in cui riconosciamo quando il desiderio sorge. La tensione generata non è una grande tensione o una grande contrazione e se non prestate attenzione non la vedrete. Nemmeno vi accorgerete che è lì. E’ una sottile contrazione che avviene all’interno del corpo, della testa e mente. La sua potenza dipende anche dal grado di attaccamento di cui è carica, ovvero dalla brama che ci ha spinto sin là.
Concentrazione
Durante la respirazione vi rilassate la mente diventa calma e c'è una sorta di apertura. Ciò che avete appena fatto è lasciar andare il desiderio (o brama). Quando lasciate andare il desiderio, che è la causa della sofferenza, state allora facendo cessare la sofferenza. Quando la mente si distrae, ad esempio da un pensiero, e voi lasciate andare quella tensione e contrazione, voi lasciate andare il pensiero e vi rilassate proprio in quel momento. Sentite una sorta di apertura e di calma, ma notate anche che la mente è sgombra da qualunque pensiero in quel momento. La mente è diventata libera e luminosa e subito dopo la dovete ricondurre all’oggetto della meditazione. Il vostro oggetto meditativo in questo caso è il respiro. Ma ora è chiaro che le istruzioni parlano anche del rilassamento. Quindi il vostro oggetto meditativo è il respiro e il rilassamento. Non focalizzate la vostra attenzione soltanto sul respiro. Usiamo il respiro per ricordare di lasciar andare il desiderio, la tensione e la leggera contrazione. Lo si fa sia durante l’inspirazione, che nel corso dell’espirazione. C’è una distrazione, lasciate andare la distrazione, vi rilassate e poi sorridete. Il sorriso insegna il senso di sollievo, il coltivare un atteggiamento di positivo intervento (il Retto Sforzo).
Ora affrontiamo qualcosa a cui molta gente non pensa nel corso della meditazione. Sono stato a tanti, tanti ritiri di meditazione. Ho praticato molte tecniche di meditazione. Ho fatto molta meditazione. Quindi, so come sono i ritiri di meditazione. Quando frequento un ritiro a guardo le persone che ci sono, la maggior parte di loro è seduta con una faccia dura. Si vede che stanno sforzandosi molto e che a causa di ciò hanno delle rughe sul volto. Ho sempre avuto la tentazione quando vedo questo, di alzarmi e dar loro un colpetto sulla spalla dicendo: “Suvvia, non essere così serio”. Questo accade perché la maggior parte di loro stanno praticando una concentrazione di assorbimento.
Adesso, qual è la differenza fra ciò che il Buddha ha insegnato e il modo in cui la maggior parte della gente pratica? La mente segue l’oggetto di meditazione (il respiro) e poi divaga. Quando si pratica la concentrazione di assorbimento, si lascia andare la distrazione e si torna immediatamente all’oggetto meditativo. E allora cosa succede? Poiché non avete rilassato la tensione e la contrazione, porterete con voi, indietro sull’oggetto di meditazione, il desiderio e ciò cambia parecchio la vostra meditazione e non solo un po’. La vostra mente è sull’oggetto meditativo e qui è uguale. C’è una distrazione e anche qui è tutto uguale. Poi lasciate andare la distrazione e anche questa indicazione è uguale. Ma poi, invece, aggiungiamo un passo in più e cioè che prima di tornare all’oggetto di meditazione rilassiamo la sottile tensione e la contrazione prima di tornare all’oggetto di meditazione. Questa è la differenza sostanziale che vi impedirà di inoltrarvi nella concentrazione di assorbimento.
Vipassana
Ho praticato meditazione Vipassana per moltissimi anni. Sono passato per tutti gli stadi di consapevolezza profonda e non sono stato soddisfatto del risultato finale. Nessuno mi ha mai insegnato il metodo del rilassamento della tensione e contrazione. Con la Vipassana ti dicono: “Se hai un dolore porta la tua attenzione al centro di quella sensazione di dolore e guarda la sua vera natura”. Ogni volta che lo facevo, notavo che la mia mente era come una roccia. Era così tesa e contratta, così pesante e questo perché è difficile portare la propria attenzione al centro di un dolore e rimanere equilibrato, a proprio agio. La vostra mente sente il dolore e più portate la vostra attenzione al centro di quella sensazione, più quella sensazione si espande.
Quando io insegno meditazione, do delle precise istruzioni da applicare nel momento in cui una sensazione sorge nel corpo. Non importa se è un colpo di tosse, un prurito, una vibrazione o un dolore, le trattiamo tutte allo stesso modo. Quando la vostra mente si allontana dal respiro e dal rilassamento, si dirige subito verso quella sensazione cominciando a creare dei pensieri: “Vorrei che se ne andasse. Vattene e lasciami in pace!”. Ogni pensiero riguardante quella sensazione non fa altro che renderla più grande e più intensa. Allora la prima cosa che bisogna fare è lasciar andare i pensieri su quella sensazione. A causa di quei pensieri c’è della tensione, una contrazione. Rilassatela. Ora notate che la vostra mente è lì, ma prova ancora dolore. E ogni volta che un’ondata di dolore viene registrata, la mente si aggrappa ad essa in una stretta morsa e sorgono i pensieri di avversione: “Non voglio sentire questo”.
Il Dhamma, ossia ciò che è vero e reale, è notare che una sensazione, un dolore è proprio lì. Ogniqualvolta cercate di controllare la verità, ogni volta che cercate di combattere la verità e tutte le volte che cercate di modificare le cose come sono in realtà, state creando sofferenza. E allora che fare? Quando un dolore o una sensazione sorge, va bene che quella sensazione o dolore si trovi dove è. Dobbiamo accettarlo perché è una realtà e si trova proprio lì davanti a noi. Così creiamo uno spazio per consentire al dolore di essere lì. Poi notiamo la tensione e la contrazione nella testa, la rilassiamo e torniamo di nuovo sul nostro oggetto meditativo. E poi vi ritrovate a pensare a quella sensazione. Ripetete tutto il ciclo di nuovo. In questo modo impariamo ad accettare amorevolmente il momento presente senza volerlo cambiare. Questo è un punto molto importante. Dopo il rilassamento della tensione e contrazione, la mente diventa calma e sgombra e riportate questo tipo di mente indietro all’oggetto meditativo.
Lo scopo della Meditazione
Quindi lo scopo della meditazione è imparare a vedere come funziona l’attenzione mentale. A questo serve la meditazione. E mentre notate la mente che salta avanti e indietro dall’oggetto meditativo alle varie sensazioni e pensieri che sorgono e applicate il ciclo di rilassamento, cominciate a notare che proprio pochi istanti prima che la vostra mente si sta muovendo c’è qualcos'altro che è lì presente. Applicate il rilassamento e tornate indietro all’oggetto. La volta successiva lo notate ancora. E cominciate a lasciare le cose proprio lì dove sono, senza portarle indietro con voi con tutto l’enorme bagaglio di sensazioni associate.
La vostra mente inoltre sta cominciando ad acquisire equilibrio. State cominciando a cambiare la vostra prospettiva, il modo in cui vi relazionate a quel dolore.
Il Frutto e i Jhana
Il punto fondamentale dell’insegnamento del Buddha è imparare a vedere come funziona la nostra attenzione mentale, quando cominciate a lasciare andare, a fomentare gli impedimenti, a nutrire le insoddisfazioni. Quando riuscire a lasciare andare c’è un momento interno come un “Ah”. A quel punto si ha la possibilità di entrare nel primo Jhana, in cui sperimenterete tutti quei meravigliosi stati. All’inizio starete lì solo per poco, finché la vostra presenza mentale diminuirà quel tanto da farvi uscire dal Jhana e dovrete lavorare con un altro impedimento. L'impedimento è il mezzo attraverso il quale potremo andare sempre più in profondità durante la meditazione. Vi mostra cose sempre più sottili e il modo in cui la mente funziona.
Focalizzarsi solo sul respiro non porta a tutto questo, ma aggiungendo solo un passo in più, come precedentemente spiegato, fa la differenza. Ci insegna ad essere più felici. Qualsiasi cosa accada, in questo modo il Buddha ci ha insegnato come diventare sempre più felici.
La Meditazione sul Respiro
L'autentica tecnica meditativa sul respiro o Anapanasati (consapevolezza sul Respiro).
Centro Italiano di Meditazione
State praticando la consapevolezza del respiro? E’ tutta qui la meditazione che state praticando? Non state applicando altri metodi? Allora vi darò le istruzioni della consapevolezza sul respiro (Anapanasati) secondo i Sutta (gli insegnamenti originali del Buddha Gautama), e vedrete che è un po’ diversa da quella che vi è stata insegnata per quanto riguarda la forma, ma molto diversa nella sostanza.
Le istruzioni riportate nei testi per questo tipo di meditazione sono: “Quando fate un lungo respiro, realizzate che è un lungo respiro e quando fate un respiro corto, realizzate che è un respiro corto”.
Qui la parola chiave è realizzare, ovvero fare piena esperienza.
La Meditazione sul Respiro secondo il Buddha
SuttaMagga
ARTICOLO
Insegnamenti
Panoramica
Meditazione Originale
Jhana
Vipassana
Samadhi
Samatha
Visione Profonda
Meditazione di Consapevolezza
Corsi di Meditazione
Meditazione sul Respiro
Pratica & Meditazione
Centro
Italiano di
Meditazione
SuttaMagga
CIMSM
AVVISO: Le informazioni contenute in questo sito sono a carattere divulgativo e non costituiscono in nessun caso consulenza di alcun tipo e pertanto non devono per nessun motivo essere usate come sostituzione di un intervento specialistico o consiglio medico. Le affermazioni contenute in questo sito, infatti, non sono intese come diagnosi, cura, o per prevenire o trattare nessun tipo di disturbo fisico o mentale.
Per qualsiasi problema o errore di questo sito vi preghiamo di contattarci
Sociale
Membro Fondatore della
Associazione Loto & Tao
Venite a trovarci su Facebook alla pagina suttamagga.it