Centro Italiano di Meditazione
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ARTICOLO
Siete Musici o Grammofoni?
Il ruolo del Maestro nella tradizione autentica del Buddha e nel rapporto spirituale
Il Maestro non un rifugio, un'altra dipendenza, ma è lo stimolo a riappropriarsi di questa vita.
Siete pronti, febbricitanti, insolentemente insistenti, oppure vi trascinate apatici, anestetizzati, incolpati e in colpa, arrabbiati e irati. Improvvisamente trovate un Maestro, quello che credete che fa per voi, che vi cacci dalla gola quell’urlo liberatorio, che affossi tutta quella confusione che ubriaca la vostra vita. Ed ecco che la vostra confusione diventa un mezzo, un ponte per raggiungere il vostro bisogno pungente e pressante, un bisogno che vi spinge a ricercare una dimensione di calma e di serenità. Ma anziché cercarla nel vostro cuore, cominciate a chiedere al Maestro di dar voce a quel tormento. Il Maestro diventa la sottana materna a cui aggrapparsi, la madre suprema e quasi ultraterrena che ci darà le risposte, che calmerà i nostri dolori, che cullerà il nostro panico.
Ogni parola del Maestro diventa quindi un’eco nel vostro cuore e ogni eco sostituisce la voce autentica del vostro cuore. Non avete bisogno di crescere, di sforzarvi, di trovare il vostro sentiero scavando come minatori e rischiando di rimanere asfissiati. No! Probabilmente sentite solo il bisogno di quella carezza, del conforto, delle dolci parole che cullino il vostro bisogno di esistere e non di liberarvi dalla prigione della vostra esistenza. Vi serve un carceriere che renda più sensata e sopportabile questa prigionia. Non avete ancora la forza di scavare un tunnel per liberarvi, o forzare le sbarre, limare le serrature per uscire. Vi basta quel canto melodioso che vi rassicuri, che vi riporti nel ventre materno, al riparo dagli schiamazzi della vita. Avete ancora bisogno di sentirvi figli, bimbi e poi neonati. Inermi nell’infinita voglia di nascondersi ancor di più, quasi financo a sparire e sopravvivere nelle pieghe degli insegnamenti del vostro Maestro. Diventate immemori, senza poter articolare alcuna voglia di autodeterminazione. La vostra smemoratezza è il limbo della voglia di delegare, di non esistere più in questa dimensione, proiettati come una foto sullo schermo dell’intraprendenza altrui, mentre vi lasciate trasportare da quella corrente pseudo genitoriale.
Il vero Maestro non è colui che giace tronfiamente nel trono delle vostre preghiere e delle vostre deleghe, ma è colui che pungola. E’ colui che svezza presto e non nutre con il latte in polvere all’infinito, anche quando le mammelle sono secche e consunte. E’ colui che vi sveglia sempre quando pensate che tutto quello che state facendo serva a lui o a qualcun altro e non a voi. Ogni vostro gesto è per voi, ogni azione e pensiero è per voi. Vivere nel deserto o bagnarsi nelle acque sacre del Dhamma serve a voi non a lui, non a qualcun altro. La vostra vita è un faccenda che riguarda solo voi. Nessun altro.
Il vostro canto assomiglia ancora al lamento del pulcino che chiede di essere imboccato. Il vostro canto di bisogno, senza le giuste note di un richiamo, rischia di isolarvi, di farvi rimanere inascoltati e di chiudervi in un rapporto asfittico, sostitutivo e scimmiottato.
Il vostro vero Maestro è la vostra luce per trovare la ricchezza in voi stessi. Per vedere quanto vuoto e polveroso è divenuto il vostro cuore. E’ comporre una nuova musica come musici compositori e non solo riprodurla come un semplice grammofono. E’ la luce che rischiara la vostra voglia di rannicchiarvi in un altro sonno, in un altro rifugio, in un’altra dipendenza. E’ porre la vostra salvezza prima di ogni altro compito, senza nuovi idoli e nuovi eroi. Il vostro vero Maestro è colui che ricorderete per sempre perché il dono che vi ha lasciato è lo specchio di tutte le vostre dipendenze.
Probabilmente siete confusi, scoraggiati e a volte veramente afflitti. Sicuramente in quei momenti cercate e anelate la verità, la via d’uscita, il sentiero per fuggire da quella dimensione fatta di insoddisfazione, di tormento. Una dimensione a volte fatta di dolore e di desiderio per uscire da quel labirinto buio e fosco in cui vi trovate. Allora si cerca un Maestro, un Guru. Ci sono molti Guru oggi, alcuni di fattezze occidentali con tanto di diplomi attaccati alle pareti e altri di svariate tradizioni.
Maestri seri, Maestri affaccendati, Maestri famosi, Maestri improvvisati, oppure Maestri che divorano i vostri desideri assieme al vostro portafogli.
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